Suoni elettronici da universi alternativi catturati dal vivo nella rivoluzione dell’Apocalypse Trio con Paolo Angeli e la sua chitarra sarda preparata

Il trio formato da Vincenzo Deluci (tromba, live electronics), Giuseppe Mariani (programming, live electronics) e Camillo Pace (contrabbasso, electronics) debutta per Jazz Engine Records con il coraggioso e pungente “Live at Fasano Jazz”

 

Il mondo degli Apocalypse Trio è un magma di suoni che ribollono e scoppiano in bolle elettroniche incandescenti, lasciando dietro di sé una colata di suggestioni che si fa sempre più densa. Il loro nuovo “Live at Fasano Jazz (feat. Paolo Angeli)”, in uscita a marzo per Jazz Engine Records, oltre a segnare il debutto della band con l’etichetta pugliese mostra anche una precisa rotta stilistica.

Vincenzo Deluci (tromba, live electronics), Giuseppe Mariani (programming, live electronics) e Camillo Pace (contrabbasso, electronics) sono musicisti uniti da un’amicizia ventennale: il risultato è una forza di intenti inattaccabile e molto netta che accoglie gli echi di una danza con un tappeto di suoni sintetici e guizzi di tromba, sul ritmo scandito da un contrabbasso dal suono alterato fino a diventare quasi gommoso, come succede nella traccia che porta lo stesso nome del trio, ‘Apocalypse’.

A dare man forte alla loro incontenibile voglia di esplorare sonorità ancora da inventare c’è un artista che di inventiva se ne intende eccome: Paolo Angeli, che mette la sua chitarra sarda preparata al servizio di un panorama sonico dalle fattezze aliene, quasi ipnotico, generando un gioco insieme etereo e pungente, proprio come l’incontro tra acustico ed elettronico. Per dirla con le parole del trio, «L’elaborazione sonora diventa crocevia di esperienze musicali e culturali di ognuno di noi, portandoci a definire i contorni del nostro new electro jazz».

Ma se in alcuni momenti l’energia del loro approccio è decisamente impetuosa, c’è anche spazio per scorci in cui tutto si fa più diradato, crepuscolare, come nella loro lunare versione di ‘A Child Is Born’, o ancora momenti di vera e propria narrazione cinematografica, come nel medley ‘Nuovo Cinema Paradiso/C’era una volta in America”, punteggiato da screzi lo-fi che trasportano l’ascoltatore davanti a un grande schermo di qualche decennio fa, in tutta la sua gloriosa perfezione vintage, a bordo di un sofisticato apparato elettronico che diventa sempre più evanescente.

 

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