Béla Fleck, Juno concerto

Béla Fleck è spesso considerato il più importante interprete del banjo nel mondo. Vincitore di ben 15 premi Grammy, Fleck ha ricevuto riconoscimenti e ottenuto fama nel mondo del jazz, della world music, della musica classica, del folk, del bluegrass, del pop strumentale, del Gospel e non solo. Il suo nuovo album intitolato “Juno Concerto” e pubblicato dalla Rounder Records, presenta il suo omonimo concerto per banjo e orchestra, registrato a marzo 2016 con la Colorado Symphony diretta da Jose Luiz Gomez. L’album contiene anche due pezzi per banjo e quartetto d’archi, eseguiti con i Brooklyn Rider. Il concerto prende il nome del figlio di Béla Fleck, Juno. “Ogni nota del concerto è colorata dall’esperienza di essere padre, e come questo abbia cambiato ciò che è importante per me come persona, così come quello che desidero esprimere attraverso la musica” spiega Fleck, che è diventato padre per la prima volta a 55 anni. “Per Juno Concerto, ho preso quello che ho imparato nella scrittura e interpretazione del mio primo concerto, The Impostor, che è stato scritto nel 2011 e che ho eseguito più di 50 volte da allora. Questa volta ho cercato di migliorare la mia scrittura orchestrale, concentrandomi meno sulle parti soliste e facendo sì che la musica fluisca spontaneamente, invece che spingerla costantemente al limite”. Béla Fleck si è approcciato alla musica classica nel 2001 con Perpetual Motion, il suo acclamato album con John Williams, Joshua Bell, Evelyn Glennie, Chris Thile, Edgar Meyer e altri. Nel 2003, Fleck e Meyer hanno scritto un doppio concerto per la Nashville Symphony, orchestra con cui hanno collaborato nuovamente nel 2006 per The Melody of Rhythm, un triplo concerto per banjo, basso e tabla. Tutto questo ha portato al primo concerto scritto dal solo Béla Fleck, il già citato The Impostor, commissionato dalla National Symphony nel 2011.

(Egea Records)

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