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 Oggetto del messaggio: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: mer feb 10, 2010 10:15 am 
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(posto qui perché la sezione alimentazione è ampiamente e ingiustamente ignorata dai più -pls non spostare)

I primi sono per me questi due:
- isolamento delle RFI ed EMI
- divisione di peso e ingombro (finale da 50kg no grazie)
nonché facilitare il cablaggio degli stadi di amplificazione.

Sugli svantaggi, mi piacerebbe approfondire il discorso.
Per esempio, leggo spesso che i condensatori di filtro debbano essere montati il più vicino possibile ai finali (stadio di uscita)... ma se uno NON HA un unico pcb o peggio ancora l'alimentazione è in un case a parte, separato da minimo 50cm di cavo?
Altri problemi?

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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: mer feb 10, 2010 10:27 am 
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Per me le alimentazioni separate sono un must!
E' anche vero che i condensatori DEVONO essere il più vicino possibile ai componenti attivi che amplificano, quindi sarebbe la soluzine migliore avere un primo stadio di rettifica e filtraggio nel case delle alimentazione e poi una nuova batteria di condensatori anche all'nterno del case dell'amplificazione.

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Oscar-san


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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: mer feb 10, 2010 11:00 am 
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Oscar ha scritto:
Per me le alimentazioni separate sono un must!
E' anche vero che i condensatori DEVONO essere il più vicino possibile ai componenti attivi che amplificano, quindi sarebbe la soluzine migliore avere un primo stadio di rettifica e filtraggio nel case delle alimentazione e poi una nuova batteria di condensatori anche all'nterno del case dell'amplificazione.


Il fatto è che di mezzo c'è (o meglio ci sono) i regolatore shunt (che ciuccia molti watt e quindi terrei nel case dell'alimentatore).

Considera si tratta di un classe A, che per l'alimentazione spenderò i 2/3 del budget e che è sovradimensionata di un 20% rispetto alla massima potenza e corrente che ho deciso.
Le linee sono così: ogni trasformatore va ad una coppia di raddrizzatore a ponte, di li tutto è simmetrico, banco di riserva, poi primo filtraggio con una cella LC (probabilmente 2 per input e VAS -che sono assieme), di qui al regolatore shunt ad alta corrente (diverso per pos e neg), e finalmente vengono alimentati i circuiti.

Che accorgimenti dovrei tenere per collegare l'alimentazione agli stadi di amplificazione? I voltaggi sono modesti (<35V, 4A)...
Ha senso mettere altri condensatori dopo la regolazione? A che pro?
E se si, quanta capacità?

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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: gio feb 11, 2010 12:56 am 
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Le linee di alimentazione troppo lunghe spesso inducono oscillazioni ed instabilità nei finali.

:wink:

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Pierluigi Marzullo


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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: gio feb 11, 2010 10:24 am 
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Pierluigi Marzullo ha scritto:
Le linee di alimentazione troppo lunghe spesso inducono oscillazioni ed instabilità nei finali.

:wink:


1) da cosa è dovuto ciò? Dalla resistenza e capacitanza dei cavi?
2) come si può "metterci una pezza"? ;)

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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: gio feb 11, 2010 12:56 pm 
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Dimentichi l'induttanza, il fatto che sono delle antenne, etc.

Per questo si predilige un cablaggio più corto possibile, ed ottimizzato ripspetto allo stadio finale.

Poi, chiaramente, si possono adottare 10.000 accorgimenti per minimizzare ciò di cui non ci sarebbe bisogno di minimizzare, se il cablaggio fosse corto ...

:wink:

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Pierluigi Marzullo


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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: gio feb 11, 2010 1:22 pm 
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Telstar ha scritto:
Oscar ha scritto:
Per me le alimentazioni separate sono un must!
E' anche vero che i condensatori DEVONO essere il più vicino possibile ai componenti attivi che amplificano, quindi sarebbe la soluzine migliore avere un primo stadio di rettifica e filtraggio nel case delle alimentazione e poi una nuova batteria di condensatori anche all'nterno del case dell'amplificazione.


Il fatto è che di mezzo c'è (o meglio ci sono) i regolatore shunt (che ciuccia molti watt e quindi terrei nel case dell'alimentatore).

Considera si tratta di un classe A, che per l'alimentazione spenderò i 2/3 del budget e che è sovradimensionata di un 20% rispetto alla massima potenza e corrente che ho deciso.
Le linee sono così: ogni trasformatore va ad una coppia di raddrizzatore a ponte, di li tutto è simmetrico, banco di riserva, poi primo filtraggio con una cella LC (probabilmente 2 per input e VAS -che sono assieme), di qui al regolatore shunt ad alta corrente (diverso per pos e neg), e finalmente vengono alimentati i circuiti.

Che accorgimenti dovrei tenere per collegare l'alimentazione agli stadi di amplificazione? I voltaggi sono modesti (<35V, 4A)...
Ha senso mettere altri condensatori dopo la regolazione? A che pro?
E se si, quanta capacità?


REGOLATORE SHUNT??!!??
Come praticamente consumare corrente a vuoto e non darne al circuito a cui serve realmente...
I condensatori PIU' importanti sono PROPRIO quelli DOPO la regolazione e non prima!
Per la quantità di capacità che dirti... più ne metti e meglio è, quindi ESAGERA!

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Oscar-san


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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: gio feb 11, 2010 1:31 pm 
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Pierluigi Marzullo ha scritto:
Dimentichi l'induttanza, il fatto che sono delle antenne, etc.

Per questo si predilige un cablaggio più corto possibile, ed ottimizzato ripspetto allo stadio finale.

Poi, chiaramente, si possono adottare 10.000 accorgimenti per minimizzare ciò di cui non ci sarebbe bisogno di minimizzare, se il cablaggio fosse corto ...

:wink:


Beh, ti va di dirmene qualcuno? :)
Il cablaggio "più corto possibile" nel mio caso è circa 1m (includendo il cablaggio interno).

Sul discorso antenne, posso provare a schermare i cavi, e usare delle ferriti. D'altronde non portano il segnale ma solo corrente (quindi mi fido ad usare le ferriti p. es.).

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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: gio feb 11, 2010 1:56 pm 
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Oscar ha scritto:
REGOLATORE SHUNT??!!??
Come praticamente consumare corrente a vuoto e non darne al circuito a cui serve realmente...


E' un circuito particolare NON limitato in corrente, e cmq sarà dimensionato per 4A (20% in più come anche le induttanze e i trasformatori).
Sicuramente ciuccia parecchia tensione e spreca parecchi watt, quindi andrà dissipato generosamente, entrambe cose di cui ho tenuto conto.

Oscar ha scritto:
I condensatori PIU' importanti sono PROPRIO quelli DOPO la regolazione e non prima!


Perché? :) Cosa fanno? (se non l'ho scritto, l'ampli è in classe A)

Oscar ha scritto:
Per la quantità di capacità che dirti... più ne metti e meglio è, quindi ESAGERA!


Non sempre, più ne metti meglio è. Oltre certi valori, la resistenza del cablaggio o del circuito inizia a farsi sentire più della ESR dei condensatori.
CMQ ho dimensionato generosamente, e non ci perdo nulla (cioè il costo è marginale) ad aggiungere altri 40,000uF per canale per i finali e qualche migliaio per input/VAS.

Se la cosa ha senso, questo risolve in gran parte il problema -- metto un altro banco di condensatori nel case dell'amplificatore e sto apposto.
A questo punto, come ho scritto in risposta a Piercarlo, a causa dell'effetto antenna, forse più che aggiungere soltanto capacità, potrei spostare le celle LC di filtro vicino ai finali (e aggiungere anche un po' di condensatori).

Che dite?

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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: ven feb 12, 2010 11:41 pm 
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Telstar ha scritto:
Se la cosa ha senso, questo risolve in gran parte il problema -- metto un altro banco di condensatori nel case dell'amplificatore e sto apposto.
A questo punto, come ho scritto in risposta a Piercarlo, a causa dell'effetto antenna, forse più che aggiungere soltanto capacità, potrei spostare le celle LC di filtro vicino ai finali (e aggiungere anche un po' di condensatori).

Che dite?


Provo a dire qualcosa di più io. Il problema degli alimentatori e del rapporto tra alimentatori e amplificatori è che tutte le considerazioni che si possono fare sono tutte allo stesso tempo vere e false; ovvero, per dirla in altro modo, un alimentatore per essere dimensionato "bene" può solo esserlo ad hoc, soprattutto se si hanno un po' di pretese sul suo contributo al "suonare" (che c'è ed è pure bello abbondante visto che gli alimentatori reali si avvicinano "all'ideale" solo quando non hanno niente da fare: quando comincia a circolare corrente le idealità vanno a farsi benedire in men che non si dica). Le soluzioni vanno provate (o almeno simulate con criterio) sul campo usando la componentistica in "giiusta dose" (cioè senza esagerare: dove si esagera - come succede spesso con i condensatori di alimentazione - è perchè non si hanno le conoscenze che servono per andare oltre al solito trasfo + ponte + condensatori e si finisce per attaccarsi a sant'Antonio)
Questo perchè, quando si devono trattare quantità MASSICCE di energia è questa la vera grandezza che deve essere tenuta d'occhio: se scappa al controllo (e lo fa SEMPRE quando si esagera con condensatori o induttanze di filtro o combinazioni varie) da qualche altra parte salta fuori un conto da pagare - un conto solitamente sgradevole fatto di aumentate produzione di interferenze o suscettibilità alle stesse.

Secondo me qui non esistono "trucchi universali" buoni per tutte le circostanze ma piuttosto delle buone abitudini da prendere per valutare cosa sta succedendo realmente in un circuito: quali cadute di tensione circolano dove non dovrebbero essercene (sulle masse per intenderci), quali campi magnetici ed elettrostatici ci sono intorno al'alimentatore e quale è la sensibilità ad essi dei circuiti che, inevitabilmente, vi "annegano" dentro. E tanti altri particolari "trasverrsali" sulla stessa falsariga che vanno verificati caso per caso. Questo per evitare sorprese "impossibili" (ma reali!) come quelle che alle volte mi sono ritrovato, di aumentare la capacità di filtro e di ritrovarmi un circuito PIÙ disturbato di prima anzichè meno.

Ciao
Piercarlo

Per chi ha voglia di riflettere un po


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 Oggetto del messaggio: Re: Alimentazione separata: vantaggi e svantaggi
MessaggioInviato: sab feb 13, 2010 9:08 am 
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Telstar ha scritto:
Pierluigi Marzullo ha scritto:
Dimentichi l'induttanza, il fatto che sono delle antenne, etc.

Per questo si predilige un cablaggio più corto possibile, ed ottimizzato ripspetto allo stadio finale.

Poi, chiaramente, si possono adottare 10.000 accorgimenti per minimizzare ciò di cui non ci sarebbe bisogno di minimizzare, se il cablaggio fosse corto ...

:wink:


Beh, ti va di dirmene qualcuno? :)
Il cablaggio "più corto possibile" nel mio caso è circa 1m (includendo il cablaggio interno).

Sul discorso antenne, posso provare a schermare i cavi, e usare delle ferriti. D'altronde non portano il segnale ma solo corrente (quindi mi fido ad usare le ferriti p. es.).


Nel caso di una "portaerei" che desideri dividere in due, a causa delle enormi dimensioni, potresti iniziare a sperimentare:

la prima ipotesi potrebbe essere quella di separare unicamente il pesante trasformatore di alimentazione.

Attenzione però alla dimensione dei cavi:
un conduttore da 1mmq ha una resistenza di 19 mohm, quindi x 2 metri = 40 mohm,
tenedo conto di qualche resistenza di contatto.

Il tuo finale (se è fatto bene), ha una impedenza interna di 40 mohm;

cosa succede all'mpedenza totale di uscita quando colleghi questo alimentatore ?

:wink:

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Pierluigi Marzullo


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MessaggioInviato: sab feb 13, 2010 5:43 pm 
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Pierluigi Marzullo ha scritto:
Nel caso di una "portaerei" che desideri dividere in due, a causa delle enormi dimensioni, potresti iniziare a sperimentare:

la prima ipotesi potrebbe essere quella di separare unicamente il pesante trasformatore di alimentazione.

Attenzione però alla dimensione dei cavi:
un conduttore da 1mmq ha una resistenza di 19 mohm, quindi x 2 metri = 40 mohm,
tenedo conto di qualche resistenza di contatto.

I cavi dell'alimentazione interna sono AWG10, quindi circa 8mmq.

Il problema è la capacitanza che può mandare in oscillazione i regolatori

Il tuo finale (se è fatto bene), ha una impedenza interna di 40 mohm;

cosa succede all'mpedenza totale di uscita quando colleghi questo alimentatore ?

:wink:


Si, hai capito perfettamente il problema (portaerei) :)

Dunque, I 4 trasformatori pesano meno di 10kg, più un chiletto di condensatori. E' la dissipazione il vero problema. Sono un mare di watt (circa 400W PER CANALE), sostanzialmente non è fattibile con un case unico.

Quindi le soluzioni sono al momento due:
1) due monoblocchi (minimo 5u x40cmx40, più una bistecchiera stile musical fildelity sul top).

2) alimentazione, filtri e regolatori in un case, e finali nell'altro.
Voglio provare con cavi a bassa capacitanza solid core, perché ho il sospetto che i regolatori (che altro non sono che 'piccoli' ampli in classe A) abbiano un comportamento tipo gli ampli di NVA.
Una sorta filtro passabasso in ingresso all'alimentazione dei finali potrebbe anche aiutare utile. Ed una seconda cella RLC.
Per testare ciò mi farò mandare un paio di pcb dei regolatori e fare le dovute verifiche, altrimenti si può restare a parlare per una vita :)

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MessaggioInviato: sab feb 13, 2010 5:57 pm 
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Ricordati dell'impedenza interna della linea di alimentazione vista dall'amplificatore!

:D

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MessaggioInviato: lun mar 08, 2010 10:43 pm 
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I dissipatori Bistecchiera sono... Bellissimi. Almeno sono utili d'Inverno. Potresti usare un dissipatore con una ventola sottoalimentata per il rumore. Ma chi si dimentica del Musical Fidelity A1. La prima volta l'ho ascoltato a Londra, da Harrods. Pilotava una coppia di Tannoy Westminster, riuscendo a sonorizzare un piano del grande magazzino!!! C'era musica dappertutto. Ma capivi che non erano i soliti diffusori da grande magazzino per la qualità. Quando dopo un po' di giratine vidi da dove veniva il suono rimasi sbalordito, per le dimensioni delle casse, che allora costavano una decina di milioni, e per l'amplificatore con bistecchiera integrata. Un suono indimenticabile, parzialmente ritrovato dopo anni con la catena A1 - Snell K.
Una curiosita:
Che finale stai costruendo?
Stefano


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volavola ha scritto:
Telstar
I dissipatori Bistecchiera sono... Bellissimi. Almeno sono utili d'Inverno. Potresti usare un dissipatore con una ventola sottoalimentata per il rumore.


No, ho rimosso persino la mia nexus undervoltata dal pc dedicato.
Il silenzio non ha prezzo.

Cita:
Una curiosita:
Che finale stai costruendo?


Qualcosa di molto speciale. :)
Al momento il discorso regolatori per i finali è sospeso, nel senso che sto cercando un circuito a discreti che non dissipa più dei finali stessi (20W in classe A) ed è in grado di sopportare 4+A di corrente (il problema maggiore).

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