Bartolomeo Aloiail significato dell'ascolto (1parte)

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il significato dell'ascolto (1parte)

#1

Messaggio da leggere da Sandrelli » domenica 21 dicembre 2014, 10:15

Vorrei chiedere al sig. Aloia se è a conoscenza di odierni sviluppi nella rilevazione delle curve isotoniche , cioè se sono state aggiornate da qualche fisico d'oggi. E poi mi chiedo se le curve sono state rilevate dalle cavie , con quali mezzi diffuse le frequenze nell'ambiente (o in cuffia?!?) , con diffusori che già non sono lineari di per sé ?
Gli autori delle curve non si potevano mettere loro stessi in prova per rilevare che forse secondo me facevano prima (a meno della loro salute :lol: ) visto che potevano al tempo stesso cambiare le frequenze e ascoltare con mente scientifica? :lol:



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Pierluigi Marzullo
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#2

Messaggio da leggere da Pierluigi Marzullo » lunedì 29 dicembre 2014, 20:48

Mi pare che Aloia lo abbia ben spiegato nel suo articolo :)

Di solito, questi test vengono effettuati in una cabina insonorizzata,
indossando delle cuffie, che si presumono lineari

:)
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#3

Messaggio da leggere da Sandrelli » lunedì 29 dicembre 2014, 23:01

Devo rileggere meglio...
immagino che al tempo le cuffie le abbiano rese lineari con un eq. parametrico
mi immagino io che mi autotesto e faccio la mia curva isotonica :lol:

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#4

Messaggio da leggere da Pierluigi Marzullo » martedì 30 dicembre 2014, 0:07

Non è importante ...

infatti non potrai sentire che come ci senti ... :Azzz!:

scusa il gioco di parole,
ma, se avrai un sistema d'ascolto perfettamente lineare e perfetto,
sentirai comunque come "dal vivo", l'originale ... (sic)

che potrà essere anche molto diverso da come lo sente un altro,
ma tu lo sentirai sempre allo stesso modo,
e, se lineare, conforme all'originale :)
Pierluigi Marzullo

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#5

Messaggio da leggere da Sandrelli » martedì 30 dicembre 2014, 10:14

Mi pare che le orecchie abbiano poca sens. a certe freq. a basso volume e per questo hanno inventato il loudness che non serve più ad alto volume come da curve isofoniche.
Poi col DRC e affini provano a linearizzare le curve isofoniche o la risposta in ambiente, ma poi gli ascoltatori pare non gradiscano più di tanto, cioè preferiscano un andamento isofonico...forse bisogna vedere che curva di risposta totale avevano le registrazioni ascoltate :D

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#6

Messaggio da leggere da Pierluigi Marzullo » martedì 30 dicembre 2014, 15:49

Eh, si, è cosa molto difficile,
considera anche che l'orecchio dopo un po' si abitua a quel suono (=lo equalizza da sé)
quindi è difficile uscirne con dati certi ... :)
Pierluigi Marzullo

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#7

Messaggio da leggere da Sandrelli » venerdì 2 gennaio 2015, 10:30

Le prove audiometriche per le isofoniche immagino siano state condotte con segnale 'statico' .
Sappiamo che la musica è impulsiva, quindi quelle prove finiscono là.
Se si conducessero con burst di segnale dall'attacco diverso, cioè con fronte di una quadra via via sempre più filtrata
da un passa basso e/o passa alto (magari con inviluppo di tipo ADSR) come reagirebbe l'orecchio ?
In base ad eventuale risposta di qualche utilità* non si potrebbe arrivare a mettere a punto (almeno in prima approssimazione, l'anello più debole rimane il tweeter) la "velocità" ai transienti (la memoria ) di un sistema amplificatore ?

*stabilito, ad esempio che a una certa pendenza di filtro usata durante le prove si ha una miglior sensibilità dell'orecchio
se ne potrebbe concluder che il sistema di riproduzione andrebbe "tarato" per una risposta impulsiva rientrante in quella del filtro applicato.

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#8

Messaggio da leggere da Pierluigi Marzullo » venerdì 2 gennaio 2015, 12:50

Se provi ti accorgerai che nelle prove "impulsive" l'orecchio proprio non ci sente ...
(ha bisogno di alcuni cicli, per poterci capire qualcosa).

E' facile, basta caricare i classici "BURST", e provare;
sarai molto sorpreso ! :D
Pierluigi Marzullo

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