ACUSTICA APPLICATALe onde stazionarie - Standing waves ( MOLTO IMPORTANTE )

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colappicco
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Re: Le onde stazionarie

#26

Messaggio da leggere da colappicco » giovedì 26 novembre 2009, 17:08

La doppia bocciatura con cui Marco ha cassato tale fenomeno penso sia da ascriversi al fatto che dal tubo di accordo può uscire di tutto di più :arrow: se male progettato ,il diffusore ,che è l'insieme di più altoparlanti più il mobile , e che per funzionare ottimamente richiede un determinato posizionamento in ambiente , emetterà tali suoni distorti -perchè di distorsione si parla ,quando un tubo posto sul frontale dove emette anche il woofer , riporta pari pari la sporcizia di quanto avviene all'interno ,magari anche fuori fase e con interferenze distruttive- e già posizionandolo dalla parte opposta all'ascoltatore ,il condotto di reflex , non verrà sentito come suono diretto ma magari riflesso dalla parete e se il posizionamento in ambiente è "fortunato" ,contribuirà con il suo effetto (passabasso,quindi sorgente omnidirezionale) a rinforzare il naturale decadimento sulle basse frequenze del woofer.
Se invece tutta la parte emissiva degli altoparlanti più tubo - tutti su un piccolo pannello- è rivolta ad ottenere solo pressione acustica infischiandosene delle naturali interazioni che avvengono ,comprese variazioni a livello elettrico che si possono ripercuotere fino all'amplificatore :?: ,no l'ampli no ,ma comunque vi sono ritorni di energia (back EMF) che producono sbilanciamenti , abbiamo una piccola cassa appunto che farà abbastanza schifo.
Disponendo di un mobile più grande e non confinando l'analisi ai nearfield dove magari si conta di più sulle qualità costruttive dei driver e l'ottimizzazione del crossover per l'uso specifico , vedo che il tubo di accordo è presente in molte realizzazioni , ma ci sono distanze fisiche tra i vari elementi che favoriscono il decadimento di "spurie" in favore di una immagine sonora splendida splendente . Poi le ditte serie metteno sempre accluso ai loro prodotti un libretto di istruzioni per un corretto posizionamente di questi...chissà perchè ?

Ciao



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colappicco
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#27

Messaggio da leggere da colappicco » venerdì 27 novembre 2009, 21:48

Ma poi , é giusto considerare un diffusore come uno strumento musicale ? Come un generatore di armoniche? Se il posizionamento in ambiente è importante , e il diffusore diffonde ,scomparendo l'effetto del moto pistonico dei singoli driver per effetto della forza generata a favore di ( cioè F xyz pi greco V quadrato fratto res*L-controfagotto) una decadenza temporale unitaria che si risolve in uno streaming di impulsi di natura semplice che poi culturalmente è riconosciuta come musica , e i nostri occhi riconoscono meta-tattilmente che le casse sono di roccia in quanto manufatti di epoche storiche immutate ,perchè mai dovrebbero sorgere mai onde stazionarie all'interno di queste ?
Ciao


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#28

Messaggio da leggere da audionuovo79 » sabato 13 febbraio 2010, 20:07

ciao parlo da profano ma se le pareti del box fossero curve e la parte superiore ed inferiore fossero a circa 30 gradi servirebbe a qualcosa?....o bisognerebbe riempirlo con del fonoassorbente? e quale sarebbe il migliore fonoassorbente ? ...ciao
aspetto vostre risposte....


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marco59
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#29

Messaggio da leggere da marco59 » domenica 7 marzo 2010, 12:46

Caro Audionuovo, la prima onda stazionaria interna ad un diffusore a torre cade spesso sotto ai 200 Hz (vedi interventi precedenti)

A 200 Hz la lunghezza d'onda è pari a 344/200=1,72 metri.

Se inclini di 30 gradi una delle due basi (ad esempio un pannello da 30x30 cm) ottieni una variazione della dimensione interna talmente piccola che non cambia assolutamente niente. Idem se i pannelli li fai curvi.

Ma allora è tutto un imbroglio? Beh, sicuramente c'è chi copia senza capire e allora peggio per lui.

Le pannellatura curve danno però una maggiore rigidità al box delle pannellatiìure piane, ma questo è un altro discorso che non c'entra niente con le onde stazionarie.
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fab0
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#30

Messaggio da leggere da fab0 » domenica 7 marzo 2010, 13:40

già, mi sono spesso domandato fino a che punto una frequenza "lunga" riesca a "vedere" le parti "piccole" del box, quali ad esempio le pareti superiori ed inferiori inclinate...
una risposta ufficiale non me la sono mai data

ciao,fabio


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#31

Messaggio da leggere da marco59 » domenica 7 marzo 2010, 15:06

Bene: ora non hai da avere più dubbi.
E lascia che i vari progettisti scrivano quello che vogliono. Dovranno anche cercare di vendere il loro prodotto, immagino. Noi non dobbiamo vendere.
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#32

Messaggio da leggere da fab0 » domenica 7 marzo 2010, 16:52

per fortuna no! :)
quindi come facciamo a decidere se una geometria (di un volume di carico) darà luogo a risonanze? realizzare e provare sarebbe bello, ma impossbile per me, come per molti altri.

lunghezza d'onda Vs forma Vs dimensione


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#33

Messaggio da leggere da marco59 » domenica 7 marzo 2010, 17:00

Non serve provare. Le formule che ho messo nel forum ti danno i numeri che ti servono. E se le proporzioni delle tre dimensioni sono quelle suggerite sei a buon punto. Poi aggiungi un bel po' di assorbente acustico (vedi argomento assorbimento acustico): e di onde stazionarie interne al box non ci sarà più traccia.

Ciao
marco59


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#34

Messaggio da leggere da marco59 » giovedì 1 luglio 2010, 21:28

Due IMPORTANTISSIME considerazioni aggiuntive.

La prima
I segnali riflessi e le onde stazionarie prodotte dall’ambiente o dalle pareti interne di un box di buone dimensioni produrranno effetti che risulteranno sempre ritardati rispetto al segnale che giunge per via diretta al punto di ascolto (e/o di misura).
E’ dunque evidente che una misura di risposta in frequenza ricavata da un test su una finestra temporale di pochi millisecondi non sarà in grado di evidenziarne la presenza e/o gli effetti.
Con un box a torre alto 90 cm ed il woofer collocato ad una delle due estremità, quindi con un percorso dell’onda riflessa pari ad un metro e ottanta centimetri (tra andata e ritorno), gli effetti sul woofer si faranno sentire con un ritardo pari ad un tempo t = s/v = 1,8/344 = 5,2 ms.
Piccola parentesi: se il problema è poi prodotto dall’ambiente, viste le dimensioni ancora maggiori (= maggiori tempi di percorrenza e dunque anche di ritardo) è ancora più evidente che una misura di risposta in frequenza che fotografi la situazione al tempo zero (ad esempio basata su una semplice risposta all’impulso) sarà incapace di rilevare la presenza degli effetti ritardati di onde stazionarie, prime riflessioni e wall-dip. Chiusa parentesi.
Aggrapparsi al fatto che la risposta in frequenza fotografata al tempo zero non mostra alcuna perturbazione porta solo all’errore di pensare che non vi sia alcuna onda stazionaria o che essa non produca alcun effetto negativo.

La seconda
La sovrapposizione di un segnale sonoro secondario ad una sorgente primaria (che suona ad un livello acustico prevalente) produce un incremento di livello acustico rispetto a quello prodotto dalla sorgente primaria che non può mai superare i 3 dB (cosa che avviene solo se il segnale secondario è di pari livello ed in fase a quello della sorgente primaria). Siccome il nostro segnale secondario (per esempio un segnale riflesso) è di livello acustico sicuramente minore, ed è pure sfasato, l'incremento di livello sonoro globale si ridurrà quasi certamente a meno di un decibel (magari pure mascherato da ulteriori effetti perturbanti). Oltretutto, quando al punto di misura (o di ascolto) arriva il segnale riflesso il segnale primario si sarà già attenuato (o anche completamente azzerato): è quindi assai difficile che la somma dei due segnali (diretto e riflesso) possa dare origine ad un livello sonoro maggiore di quello primario (diretto) al tempo zero.
Quindi, anche in questo caso, non è con l'osservazione del grafico di risposta in frequenza (ricavata da un test in una limitata finestra temporale) che si può capire la presenza di una riflessione poco smorzata interna alla cassa: come già indicato nel forum è meglio osservare il grafico del modulo dell'impedenza (vi ricordate del piccolo rialzo di impedenza sotto ai 200 Hz che si vede in molti diffusori a torre?).

Ciao a tutti.--------------------------------------------------------------------------
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scintilla
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#35

Messaggio da leggere da scintilla » martedì 6 luglio 2010, 18:57

Eccellente !!!
questa è la risposta (o conferma) che attendevo da tanto tempo qui sul forum

Grazie per le chiare e preziose spiegazioni.
La scienza non è altro che perversione se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità
N.TESLA


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#36

Messaggio da leggere da marco59 » lunedì 19 luglio 2010, 8:53

Torniamo a questo interessante tema con un problema diffusissimo ma poco noto a molti amici appassionati.

Avete una stazionaria a 57 Hz dovuta alla presenza del pavimento e del soffitto ?

Che fate? Cambiate i cavi, l'amplificatore e l'altoparlante sperando nello Spirito Santo? Se seguite da tempo questo forum mi auguro di no.

Se tale frequenza è riprodotta dal vostro subwoofer, che immagino sia stato filtrato sotto agli 80 Hz, c'è una facile soluzione da provare. Alzando il vostro subwoofer dal pavimento e collocandolo ad una buona altezza (ad esempio a 100 cm da terra) verrà meno eccitata la suddetta stazionaria e non avrete neanche alcun problema di "wall-dip" col pavimento perchè la relativa Fdip cadrebbe ad una frequenza ben superiore a quella di incrocio, come avete già potuto leggere nei miei precedenti interventi (vedi argomento "il suono dell'ambiente e wall-dip").

Buona acustica a tutti.
PS Ecco uno dei vantaggi di avere un box separato tutto dedicato alle frequenze molto basse.
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Capitano
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#37

Messaggio da leggere da Capitano » giovedì 29 luglio 2010, 21:05

marco59 ha scritto:Due considerazioni aggiuntive.

La prima
I segnali riflessi e le onde stazionarie prodotte dall’ambiente o dalle pareti interne di un box di buone dimensioni produrranno effetti che risulteranno sempre ritardati rispetto al segnale che giunge per via diretta al punto di ascolto (e/o di misura).
E’ dunque evidente che una misura di risposta in frequenza ricavata da un test su una finestra temporale di pochi millisecondi non sarà in grado di evidenziarne la presenza e/o gli effetti.
Con un box a torre alto 90 cm ed il woofer collocato ad una delle due estremità, quindi con un percorso dell’onda riflessa pari ad un metro e ottanta centimetri (tra andata e ritorno), gli effetti sul woofer si faranno sentire con un ritardo pari ad un tempo t = s/v = 1,8/344 = 5,2 ms.
Piccola parentesi: se il problema è poi prodotto dall’ambiente, viste le dimensioni ancora maggiori (= maggiori tempi di percorrenza e dunque anche di ritardo) è ancora più evidente che una misura di risposta in frequenza che fotografi la situazione al tempo zero (ad esempio basata su una semplice risposta all’impulso) sarà incapace di rilevare la presenza degli effetti ritardati di onde stazionarie, prime riflessioni e wall-dip. Chiusa parentesi.
Aggrapparsi al fatto che la risposta in frequenza fotografata al tempo zero non mostra alcuna perturbazione porta solo all’errore di pensare che non vi sia alcuna onda stazionaria o che essa non produca alcun effetto negativo.

La seconda
La sovrapposizione di un segnale sonoro secondario ad una sorgente primaria (che suona ad un livello acustico prevalente) produce un incremento di livello acustico rispetto a quello prodotto dalla sorgente primaria che non può mai superare i 3 dB (cosa che avviene solo se il segnale secondario è di pari livello ed in fase a quello della sorgente primaria). Siccome il nostro segnale secondario (per esempio un segnale riflesso) è di livello acustico sicuramente minore, ed è pure sfasato, l'incremento di livello sonoro globale si ridurrà quasi certamente a meno di un decibel (magari pure mascherato da ulteriori effetti perturbanti). Oltretutto, quando al punto di misura (o di ascolto) arriva il segnale riflesso il segnale primario si sarà già attenuato (o anche completamente azzerato): è quindi assai difficile che la somma dei due segnali (diretto e riflesso) possa dare origine ad un livello sonoro maggiore di quello primario (diretto) al tempo zero.
Quindi, anche in questo caso, non è con l'osservazione del grafico di risposta in frequenza (ricavata da un test in una limitata finestra temporale) che si può capire la presenza di una riflessione poco smorzata interna alla cassa: come già indicato nel forum è meglio osservare il grafico del modulo dell'impedenza (vi ricordate del piccolo rialzo di impedenza sotto ai 200 Hz che si vede in molti diffusori a torre?).

Ciao a tutti.--------------------------------------------------------------------------
Ciao marco voglio dire la mia anche se conterà pochissimo:
quando si inizia a misurare i diffusori,la prima misura che si fa è un nearfield a circa 1-2 mm dal parapolvere del mid"se il diffusore è un 2 vie"questa miura si fa con box senza assorbente proprio per vedere e rendersi conto di cosa succede all'interno del box e ti dirò di +,dall'impulso si prendono minimo 100 millisecondi ma anche 200 0 l'intero impulso e li se c'è una stazionaria si vede eccome :wink: .dopo di quello inizi con l'assorbente...ma solo dove serve e solo la quantità che serve,riempire il box di assorbente non va bene e metterne poco oppure metterlo in modo "a casaccio"non risolve nulla.
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono.


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#38

Messaggio da leggere da marco59 » domenica 15 agosto 2010, 8:58

Immagino che tu stia parlando di una misura su singolo "altoparlante" in cassa (ad esempio del woofer).

La misura del "diffusore" completo in tutta la sua banda di emissione (woofer+tweeter) non può essere fatta nearfield. Se si vuole misurare un "diffusore" con più altoparlanti o se la superficie emissiva è molto estesa bisogna far in modo che tutta la superficie emissiva sia posta alla medesima distanza dal microfono. Se, però, ci si limita a rilevare solo le bassissime frequenze (onde molto lunghe) il problema non si pone.

Il nearfield (nei limiti di applicazione che ogni misura possiede) consente di allungare "quanto basta" la finestra di misura senza tirar dentro le riflessioni ambientali (visto che non si dispone di una camera anecoica). Una camera anecoica (certificata) anche a 20 Hz avrebbe dimensioni e costi non giustificabili.

Ciao
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#39

Messaggio da leggere da Capitano » domenica 15 agosto 2010, 14:37

marco59 ha scritto:Immagino che tu stia parlando di una misura su singolo "altoparlante" in cassa (ad esempio del woofer).

La misura del "diffusore" completo in tutta la sua banda di emissione (woofer+tweeter) non può essere fatta nearfield. Se si vuole misurare un "diffusore" con più altoparlanti o se la superficie emissiva è molto estesa bisogna far in modo che tutta la superficie emissiva sia posta alla medesima distanza dal microfono. Se, però, ci si limita a rilevare solo le bassissime frequenze (onde molto lunghe) il problema non si pone.

Il nearfield (nei limiti di applicazione che ogni misura possiede) consente di allungare "quanto basta" la finestra di misura senza tirar dentro le riflessioni ambientali (visto che non si dispone di una camera anecoica). Una camera anecoica (certificata) anche a 20 Hz avrebbe dimensioni e costi non giustificabili.

Ciao
Certo Marco io parlavo di misura nearfiel per vedere cosa succede all'interno del box,credo sia molto importante e credo anche che serva per calcolare la quantità e disposizione dell'assorbente non chè rilevare eventuali stazionarie che si formano all'interno del box...poi iniziamo a ragionare con le misure in frequenza difrazioni del baffle disposizione dei driver etc.etc.
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono.

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Alberto Maltese
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#40

Messaggio da leggere da Alberto Maltese » domenica 15 agosto 2010, 19:22

Non dimenticare una bella misura INTERNA AL BOX, magari infilando il mic nel condotto reflex... poi le parche ti tormenteranno nella notte e gli spiriti dei defunti infesteranno i tuoi incubi più smorzati...Immagine
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#41

Messaggio da leggere da Capitano » domenica 15 agosto 2010, 20:59

Alberto Maltese ha scritto:Non dimenticare una bella misura INTERNA AL BOX, magari infilando il mic nel condotto reflex... poi le parche ti tormenteranno nella notte e gli spiriti dei defunti infesteranno i tuoi incubi più smorzati...Immagine
E' lo so Albè sono misure estreme veramente li escono spiriti maligni e ghibellini....però serve a capire :wink:
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono.

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#42

Messaggio da leggere da Alberto Maltese » lunedì 16 agosto 2010, 20:52

Ma poi di queste "stazionarie" chissenefrega...
a meno che non devi scendere alla Stazione Centrale di Venezia... :lol: :mrgreen:
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#43

Messaggio da leggere da Capitano » martedì 17 agosto 2010, 0:10

Alberto Maltese ha scritto:Ma poi di queste "stazionarie" chissenefrega...
a meno che non devi scendere alla Stazione Centrale di Venezia... :lol: :mrgreen:
Ma si.mica dovemo prende il treno noi!
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono.


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#44

Messaggio da leggere da renatogiussani » domenica 19 dicembre 2010, 0:13

marco59 ha scritto:Oggi vediamo cosa succede, invece, all’interno dello spessore dei materiali utilizzati per la costruzione delle casse.
Anche all’interno di un pannello in legno, o in altro materiale, si sviluppano onde stazionarie.

OMISSIS

Nella scelta dei materiali, ovviamente, non incide solo il parametro della velocità di propagazione del suono. Ci sono anche la rigidità, lo smorzamento ed il peso specifico.
Ciao a tutti.
Sperando che questo mio intervento non venga interpretato come forma di pubblicità indesiderata e facendo riferimento ai miei progetti Delta 4 (fra i quali ve ne sono diversi autocostruibili e completi di tutte le istruzioni del caso), vorrei far notare che per ridurre la nascita delle onde stazionarie nei pannelli di chiusura del volume del woofer si può agire anche utilizzando una forma diversa da quella rettangolare.
Nel mio caso io uso dal 1977 pannelli laterali triangolari (http://www.renatogiussani.it/delta4.htm).
Per quanto riguarda i trasduttori preposti alla emissione della gamma medio-alta ho scelto invece di impiegare volumi e pannelli separati e molto piccoli. In questo modo le eventuali stazionarie si spostano a frequenze alle quali il loro smorzamento/assorbimento diventa molto più facile.
Tornando al volume del woofer, durante lo sviluppo del progetto delle Delta Tre R6 (http://www.renatogiussani.it/varie/Audi ... e%20R6.pdf - solo autocostruibili) caratterizzate da pannelli laterali trapezi, avevo realizzato anche dei "muletti" parallelepipedi che, naturalmente, erano caratterizzati da stazionarie interne di ogni tipo. Facilmente rilevabili anche con semplici misure di impedenza.
Non appena lo stesso volume divenne quello definitivo di forma prismatica non parallelepipeda tutti i problemi scomparvero come d'incanto.

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Pierluigi Marzullo
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#45

Messaggio da leggere da Pierluigi Marzullo » domenica 19 dicembre 2010, 1:03

La teoria ...

e LA PRATICA ! :D

Grazie della conferma
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evvero
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#46

Messaggio da leggere da evvero » domenica 19 dicembre 2010, 12:12

renatogiussani ha scritto:
marco59 ha scritto:Oggi vediamo cosa succede, invece, all’interno dello spessore dei materiali utilizzati per la costruzione delle casse.
Anche all’interno di un pannello in legno, o in altro materiale, si sviluppano onde stazionarie.

OMISSIS

Nella scelta dei materiali, ovviamente, non incide solo il parametro della velocità di propagazione del suono. Ci sono anche la rigidità, lo smorzamento ed il peso specifico.
Ciao a tutti.
Sperando che questo mio intervento non venga interpretato come forma di pubblicità indesiderata e facendo riferimento ai miei progetti Delta 4 (fra i quali ve ne sono diversi autocostruibili e completi di tutte le istruzioni del caso), vorrei far notare che per ridurre la nascita delle onde stazionarie nei pannelli di chiusura del volume del woofer si può agire anche utilizzando una forma diversa da quella rettangolare.
Nel mio caso io uso dal 1977 pannelli laterali triangolari (http://www.renatogiussani.it/delta4.htm).
Per quanto riguarda i trasduttori preposti alla emissione della gamma medio-alta ho scelto invece di impiegare volumi e pannelli separati e molto piccoli. In questo modo le eventuali stazionarie si spostano a frequenze alle quali il loro smorzamento/assorbimento diventa molto più facile.
Tornando al volume del woofer, durante lo sviluppo del progetto delle Delta Tre R6 (http://www.renatogiussani.it/varie/Audi ... e%20R6.pdf - solo autocostruibili) caratterizzate da pannelli laterali trapezi, avevo realizzato anche dei "muletti" parallelepipedi che, naturalmente, erano caratterizzati da stazionarie interne di ogni tipo. Facilmente rilevabili anche con semplici misure di impedenza.
Non appena lo stesso volume divenne quello definitivo di forma prismatica non parallelepipeda tutti i problemi scomparvero come d'incanto.
Invece una soluzione diversa, anche per "sistemare" box esistenti, potrebbe essere questa :D :
sia per una pneumatica, che reflex :wink: ...che faccio la brevetto? :lol:
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#47

Messaggio da leggere da renatogiussani » lunedì 20 dicembre 2010, 10:45

evvero ha scritto:
renatogiussani ha scritto:
marco59 ha scritto:Oggi vediamo cosa succede, invece, all’interno dello spessore dei materiali utilizzati per la costruzione delle casse.
Anche all’interno di un pannello in legno, o in altro materiale, si sviluppano onde stazionarie.

OMISSIS

Nella scelta dei materiali, ovviamente, non incide solo il parametro della velocità di propagazione del suono. Ci sono anche la rigidità, lo smorzamento ed il peso specifico.
Ciao a tutti.
Sperando che questo mio intervento non venga interpretato come forma di pubblicità indesiderata e facendo riferimento ai miei progetti Delta 4 (fra i quali ve ne sono diversi autocostruibili e completi di tutte le istruzioni del caso), vorrei far notare che per ridurre la nascita delle onde stazionarie nei pannelli di chiusura del volume del woofer si può agire anche utilizzando una forma diversa da quella rettangolare.
Nel mio caso io uso dal 1977 pannelli laterali triangolari (http://www.renatogiussani.it/delta4.htm).
Per quanto riguarda i trasduttori preposti alla emissione della gamma medio-alta ho scelto invece di impiegare volumi e pannelli separati e molto piccoli. In questo modo le eventuali stazionarie si spostano a frequenze alle quali il loro smorzamento/assorbimento diventa molto più facile.
Tornando al volume del woofer, durante lo sviluppo del progetto delle Delta Tre R6 (http://www.renatogiussani.it/varie/Audi ... e%20R6.pdf - solo autocostruibili) caratterizzate da pannelli laterali trapezi, avevo realizzato anche dei "muletti" parallelepipedi che, naturalmente, erano caratterizzati da stazionarie interne di ogni tipo. Facilmente rilevabili anche con semplici misure di impedenza.
Non appena lo stesso volume divenne quello definitivo di forma prismatica non parallelepipeda tutti i problemi scomparvero come d'incanto.
Invece una soluzione diversa, anche per "sistemare" box esistenti, potrebbe essere questa :D :
sia per una pneumatica, che reflex :wink: ...che faccio la brevetto? :lol:
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Enrico Priami invece ha pensato ad una soluzione più semplice e secondo me più efficace, che prevede un solo pannello obliquo che parte dall'alto dallo spicolo posteriore e scende fino al centro del pannello inferiore, ad una distanza dal basso pari alla metà della profondità interna del mobile.
Peccato che simili soluzioni siano poco facilmente "vendibili"... Un mobile fatto come quello delle B&W (o delle TAD) si nota molto di più, no...?

In questo modo dal punto di vista delle onde acustiche interne restano paralleli solo i due pannelli laterali, mentre nella soluzione tua di superfici parallele, sia pure vicine, ce ne sono parecchiucce.
Comunque, io in un altro mio intervento mi riferivo sia alle stazionarie interne (nell'aria, ove il volume non fosse completamente riempito di lana di vetro) che a quelle proprie dei pannelli di legno, che con una forma triangolare vengono combattute non poco... :wink:

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#48

Messaggio da leggere da evvero » lunedì 20 dicembre 2010, 23:34

renatogiussani ha scritto: Enrico Priami invece ha pensato ad una soluzione più semplice e secondo me più efficace, che prevede un solo pannello obliquo che parte dall'alto dallo spicolo posteriore e scende fino al centro del pannello inferiore, ad una distanza dal basso pari alla metà della profondità interna del mobile.
Peccato che simili soluzioni siano poco facilmente "vendibili"... Un mobile fatto come quello delle B&W (o delle TAD) si nota molto di più, no...?

In questo modo dal punto di vista delle onde acustiche interne restano paralleli solo i due pannelli laterali, mentre nella soluzione tua di superfici parallele, sia pure vicine, ce ne sono parecchiucce.
Comunque, io in un altro mio intervento mi riferivo sia alle stazionarie interne (nell'aria, ove il volume non fosse completamente riempito di lana di vetro) che a quelle proprie dei pannelli di legno, che con una forma triangolare vengono combattute non poco... :wink:
Bhè....non mi sembra poco! il migliorare per me, è una vittoria :D
A parte che, le superfici si possono rendere non parallele.
Le soluzioni posso essere diverse, ho segnalato questa, perchè...purtroppo,
lavorare sulla forma anche esterna, tipo quella vostra citata, rende difficile la
costruzione e non per ultimo, la rende poca aggraziata...anche l'occhio vuole
la sua parte....c'è poco da fare :D
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#49

Messaggio da leggere da fab0 » martedì 21 dicembre 2010, 10:15

così si sono abbattute le riflessioni su 2 dimensioni.
se il box è a parallelepipedo, rimane ancora una coppia di pareti parallele...

ciao,fabio

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#50

Messaggio da leggere da Pierluigi Marzullo » martedì 21 dicembre 2010, 10:52

E' TOSTO 'sto forum ... :wink:

:lol:
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