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Autore Messaggio
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MessaggioInviato: mercoledì 25 marzo 2009, 9:17 
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Iscritto il: giovedì 13 novembre 2008, 11:28
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Località: GENOVA
Buon giorno,
vorrei avere una consulenza "esplicativa" sul modo di usare il cavo CAT5 per il segnale dall'amplia i diffusori (e anche come cavo interno al box):
io li ho usati, perchè ne ho a disposizione una bobina e perchè mi sembrava ragionevole.
Li ho usati in modo che il segnale positivo e la massa percorressero una stessa coppia e quindi alle estmità ho riunito ciascun + e ciascun - di ogni coppia tra di loro. In questo modo pensavo di utilizzare il cavo con la sua massima reiezione del rumore di modo comune (CMNR). (ho assunto completamente trascurabile l'eventuale ritardo temporale dovuto alla propagazione del campo EM che nasce dal fatto che una delle 4 coppie è attorcigliata in modo + serrato e quindi di lunghezza maggiore)

Ho letto che tale cavo presenta in questo modo circa 50pF metro, e che succede all'induttanza? Diminuisce o aumenta? Forse ho capito male l'ammonimento di Marco, che riporto "Un'ultima cosa sui cavi: non separare i due conduttori (aumenteresti l'induttanza con attenuazione degli acuti) a meno che l'effetto non sia da te voluto (ma quando hai chiuso il box poi non cambi più niente). "
Se ho capito correttamente, Questa Volta, l'uso che ho fatto delle coppie va bene, giusto? MASSIMO CMNR e bassa induttanza.

Un saluto e a presto

ANDREA


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 Oggetto del messaggio: CAVO CAT. 5
MessaggioInviato: mercoledì 25 marzo 2009, 10:08 
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Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 19:54
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Il cavo di Categoria 5 nasce per la realizzazione di cablaggi strutturati con una lunghezza massima pari a 100 m.

E' progettato per rispondere alle esigenze di trasporto di segnali digitali ad una frequenza massima di 250 Mhz.

Può essere schermato (S) o no (UTP - Unshielded Twisted Pair); i conduttori hanno un intreccio (twist) ogni 1,5-2 cm; il conduttore è solido, con una sezione di AWG 24 (0,2 mmq, con una corrente massima di 0,5 A per conduttore); l'impedenza caratteristica è di 100 ohm.
Mi sembra che queste caratteristiche pongano alcune limitazioni per un'applicazione in Bassa Frequenza.

Per quale motivo si vuole usare un cavo per segnali digitali ad Alta Frequenza in un impianto audio dove la frequenza massima è di 20 kHz?

:D

_________________
Pierluigi Marzullo

Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem (William of Ockham)


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MessaggioInviato: mercoledì 25 marzo 2009, 12:37 
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Iscritto il: giovedì 13 novembre 2008, 11:28
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Località: GENOVA
grazie di nuovo, oggi ben due aiuti importatanti,
così è facile andare avanti :) , così sanno tutti, hii hii :lol:

ho pensato al cavo UTP-CAT5 perchè lo avevo a disposizione, perchè mi sembrava che "intrecciato" fosse sinonimo di schermaggio ai disturbi elettromagnetici e non per ultimo perchè lo avrei usato per le FE206E (30W rms) per cui 2A max per i 4 fili da 0.2mmq mi sembravano ampiamente sufficienti alla tensione tipica dell'ampli. Per quanto riguarda l'impedenza caratteristica cui ti riferisci di 100 Ohm mi immagino valga a alta frequenza oltre il MHz, non certo in bassa frequenza, o mi sbaglio?.

Ad ogni modo se secondo te è meglio una coppia di fili di sezione 1-2mmq li prendo e li uso senza problemi, non ho pregiudizi, forse dovrei rileggere l'articolo sulla "riflettrometria" (credo di dica così) dei cavi apparso su CHF qualche tempo fa.
Per le Jordan The Wall ho usato la piattina nera-rossa da 1mmq da elettricista, mi dovrei vergognare? dovrei cambiarli?
Ho anche questi cavi ma non li ho mai usati, per or faccio delle prove con i cavi "volanti".
Ti saluto e ti ringrazio di nuovo.
Andrea

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MessaggioInviato: mercoledì 25 marzo 2009, 13:33 
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Iscritto il: mercoledì 22 agosto 2007, 14:05
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Località: Parma
I cavi sono la cosa più sogettiva che esista, alcuni sentono differenze altri no e, non credo esista tipo di misura che possa confermare o smentire, la differenza tra un cavo e un altro, a frequenze audio.
Fai delle prove, quello che ti piace usi, consigliarti un cavo o, un altro, per me è un errore, essendo troppo sogettiva la scelta.
ciao ciao


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 Oggetto del messaggio: CAVI UTP per ALTOPARLANTI
MessaggioInviato: venerdì 10 aprile 2009, 12:01 
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Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 19:54
Messaggi: 27072
Facendo i migliori auguri al nostro amico dell'Aquila, vorrei dare una risposta almeno per i cavi UTP.


Questi cavi di Cat.5, 5e, 6, 6e, 7, UTP. STP, FTP, SFTP e chi più ne ha più ne metta, hanno caratteristiche garantite e certificate a frequenze molto alte (100-600 MHz).

Non vi sono molte informazioni sul loro comportamento in bassa frequenza, salvo che il cavo è progettato per l'ALTA FREQUENZA, quindi ...

:D


Vi è inoltre una caratteristica che rende tali cavi INIDONEI all'uso per il collegamento esterno dei sistemi di altoparlanti, in quanto sono fatti in rame SOLIDO (NON TREFOLATO), che lo rende adatto alla sola POSA FISSA.

Ho visto che alcuni utilizzano le coppie UTP per il cablaggio interno di amplificatori e PRE, ma non l'ho mai fatto, per cui non saprei se vi sono controindicazioni.

Ma dubito che sia migliore di un cavetto TEFZEL ...

:D

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Pierluigi Marzullo

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MessaggioInviato: venerdì 10 aprile 2009, 15:27 
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Iscritto il: mercoledì 7 gennaio 2009, 20:37
Messaggi: 58
Località: Frascati (RM)
Cita:
Per quale motivo si vuole usare un cavo per segnali digitali ad Alta Frequenza in un impianto audio dove la frequenza massima è di 20 kHz?

Salve quale cavo consigli tu, o cosa usi.
Io ho realizzato dei cavi con il suddetto cavo ethernet e devo dire
che la cosa che influisce tantissimo sono le banane di connessione
Salve Sergio


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 Oggetto del messaggio: CONSIGLI CAVO
MessaggioInviato: venerdì 10 aprile 2009, 15:38 
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Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 19:54
Messaggi: 27072
Io ritengo più importante una sezione adeguata all'uso, ed una composizione del cavo adatta all'uso a cui è destinato.

D'altronde un minimo di riflessione progettuale su quale cavo utilizzare andrebbe sempre fatta.

:D

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Pierluigi Marzullo

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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: venerdì 10 aprile 2009, 23:15 
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Iscritto il: lunedì 13 agosto 2007, 7:33
Messaggi: 5824
Tanto più l'impedenza della cassa si fa fortemente variabile (se presenta dei picchi o dei minimi), tanto più un cavo può dare risultati evidenti della sua presenza.

Se ne deduce che alcuni diffusori sono considerati "difficili" perchè molto sensibili (modificano le proprie prestazioni) a cavi ed amplificatori.

Ciao a tutti

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marco59


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 Oggetto del messaggio: Re: CAVI UTP per ALTOPARLANTI
MessaggioInviato: sabato 11 aprile 2009, 0:03 
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Iscritto il: domenica 4 gennaio 2009, 23:03
Messaggi: 539
p.marzullo ha scritto:


Vi è inoltre una caratteristica che rende tali cavi INIDONEI all'uso per il collegamento esterno dei sistemi di altoparlanti, in quanto sono fatti in rame SOLIDO (NON TREFOLATO), che lo rende adatto alla sola POSA FISSA.


:D


Esistono anche in rame trefolato, come tu lo chiami, vedasi patch-cord, per tutto il resto sono d'accordo con te.

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....non esistono discepoli incapaci di apprendere, ma solo maestri incapaci di insegnare...

Franco


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 Oggetto del messaggio: PATCH CORD
MessaggioInviato: sabato 11 aprile 2009, 8:11 
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Messaggi: 27072
Le patch cord hanno i trefoli avvolti su un suppporto di filati aramidici che sono connettorizzabili solamente con sistemi a perforazione di isolante.

Quindi le puoi terminare solo con gli appositi connettori RJ45 da patch cord (che sono appunto diversi da quelli per cavo rigido).

Inoltre in alcuni casi la resistenza del cavo è anche superiore (di solito il cavo patch è AWG26).

Siccome i miei altoparlanti NON lavorano a 600 MHz, e nemmeno a 100 MHz, uso normali cavi trefolati, di idonea sezione, che è la cosa più importante.

Quanti cavi da patch cord devi paralellare per ottenere una sezione di 6 mmq?

:D

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Pierluigi Marzullo

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 Oggetto del messaggio: Re: PATCH CORD
MessaggioInviato: sabato 11 aprile 2009, 8:54 
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Messaggi: 539
p.marzullo ha scritto:
Le patch cord hanno i trefoli avvolti su un suppporto di filati aramidici che sono connettorizzabili solamente con sistemi a perforazione di isolante.

Quindi le puoi terminare solo con gli appositi connettori RJ45 da patch cord (che sono appunto diversi da quelli per cavo rigido).

Inoltre in alcuni casi la resistenza del cavo è anche superiore (di solito il cavo patch è AWG26).

Siccome i miei altoparlanti NON lavorano a 600 MHz, e nemmeno a 100 MHz, uso normali cavi trefolati, di idonea sezione, che è la cosa più importante.

Quanti cavi da patch cord devi paralellare per ottenere una sezione di 6 mmq?

:D


Guarda che ho scritto che "per tutto il resto sono d' accordo con te".

Se anche chi vende quei maledetti connettori sapesse le differenze non mi troverei, spesso e volentieri in cantiere a bestemmiare perchè l' antenna mi da "no link" causa connettori RJ45 sbagliati!!! :evil: :evil:

:D :D

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 Oggetto del messaggio: CAVO SPEAKERS ESOTERICO
MessaggioInviato: sabato 11 aprile 2009, 9:14 
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Beh, ma sul patch cable non mi sembravi d'accordo! :lol:


Scherzo, non ce l'ho con te, ma sono sicuro che ci sarà più di uno che starà già pensando di realizzare un bel cavo esoterico per collegare le casse, con trenta cavetti patch.

Non dimentichiamo che non esiste solo l'induttanza, ma anche l'accoppiamento capacitivo tra i cavi; ho molti dubbi sul comportamento di un siffatto cavo ... :?


Ma, se qualcuno ha fatto le prove, questo è il posto giusto per rendere noti i risultati!

:D

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 Oggetto del messaggio: Re: CAVO SPEAKERS ESOTERICO
MessaggioInviato: sabato 11 aprile 2009, 9:27 
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Messaggi: 539
p.marzullo ha scritto:
Beh, ma sul patch cable non mi sembravi d'accordo! :lol:


:D


Con te sono sempre d' accordo!!! :lol: :lol:

La mia era solo per rendere noto, dopo di che se uno vuole sperimentere a proprie spese, perche no!!
Posso sempre vendergli una bella matassa (305mt) di cavo UTP cat5 morbido come cavo esoterico a 25€ al metro
prezzo di favore per forumendoli!!!! :D :D

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Franco


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 Oggetto del messaggio: CAVO ESOTERICO
MessaggioInviato: sabato 11 aprile 2009, 9:34 
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Iscritto il: lunedì 20 agosto 2007, 19:54
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C'E' POCO DA RIDERE, PERCHE' SONO SICURO CHE A QUALCUNO GLI RIESCE !!!!!

:( :lol:

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MessaggioInviato: sabato 11 aprile 2009, 10:43 
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Località: genova
marco-64 ha scritto:
I cavi sono la cosa più sogettiva che esista, alcuni sentono differenze altri no e, non credo esista tipo di misura che possa confermare o smentire, la differenza tra un cavo e un altro, a frequenze audio.
Fai delle prove, quello che ti piace usi, consigliarti un cavo o, un altro, per me è un errore, essendo troppo sogettiva la scelta.
ciao ciao

Una delle posizioni più equilibrate e realistiche mai lette sui cavi.
in effetti l'unica cosa è sperimentare e sperimentare,ma solo a condizione che si sentano le differenze,che sembra a tal proposito le orecchie abbiano preso proprio due strade evolutive distinte e separate.Io appartengo purtroppo al ramo sensitivo,quello a cui i cavi danno un effetto allucinogeno.
Secondo me il cablaggio di un impianto và affrontato in modo globale.Un giudizio sul cavo di potenza slegato da quello del cavo di segnale e in genere dei cavi usati per il cablaggio interno è fuorviante.
Il fatto poi che il cavo è l'unico elemento dell'impianto che si ripete più volte,a monte e a valle,all'interno e all'esterno dei componenti,nell'impianto permette sperimentazioni strutturate.
Il fatto che non esistano misure adeguate per i cavi e/o la loro natura strutturalmente semplice se paragonata agli altri componenti fa si che la sua importanza venga ritenuta secondaria.In effetti per una buona sinergia ogni componente và considerato importante a priori,nessuno escluso.
Secondo mè un buon sistema per risolvere il problema dei cavi,soprattutto per chi sperimenta e costruisce componenti hi fi,è quello di portare avanti il lavoro solo dopo aver deciso uno standard ,anche solo personale ,sui cavi.Sperimentando quindi sempre con quei cavi,la sinergia è garantita.Naturalmente per ciò si dovrà accettare a priori un collo di bottiglia,il cavo scelto,sostanzialmente di natura ignota.Si può ad esempio decidere l'uso della piattina rossa e nera e l'uso dei classici cavi coassiali neri,che una volta costituivano uno standard non dichiarato,ma di fatto,e che non a caso non davano nessun problema di interfacciamento.
Ciao,Sebastiano.

_________________
Semplificare non è semplice,ma vale come capire.


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