i quaderni n. 10


 
 
ARRETRATI
 
I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #09

I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #08

I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #07

I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #06

I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #05

I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #04

I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #03

I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #02

I QUADERNI DI COSTRUIRE HI-FI #01
 

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a "I QUADERNI DI COSTRUIRE HIFI"
sommario

Editoriale
Preamplificatore pensaci tu...
di Fulvio Chiappetta

Teoria
Compagni di viaggio:
I preamplificatori Quad QCII e Quad 22 (CHF69)
di Giacomo Pruzzo
Kiyoaki Imai e il suo pre TP-8601 (CHF 66)
di Claudio Petucco
I pre Single Ended di Imai (CHF73)
di Claudio Petucco

Pratica
Preamplificatore DHT
Dragonfly (CHF 59)
di Luca Lombardi
Un semplice pre microfonico a valvole (CHF 50)
di Marco Manunta
Nematos 211 Pre Linea (CHF 103)
di Davide Munaretto

Una valvola al mese
6SN7-GTB e GTA 12SN7-GTA, doppi triodi octal (CHF 16)
a cura della Redazione
La 6SL
7(CHF 36)
di Luca Chiomenti

editoriale

Preamplificatore pensaci tu…

Il preamplificatore oggi svolge una funzione molto diversa rispetto a quella che ricopriva tanti anni fa; i motivi di tale profonda differenza sono fondamentalmente due: la sorgente per eccellenza, laddove con questo termine non intendiamo esprimere un parere circa la sua qualità sonica, ma semplicemente sulla sua diffusione, è divenuto il lettore CD e non sono più ritenuti necessari, anzi vengono giudicati finanche deleteri per la purezza del suono, i controlli di tono. A seguito di queste due importanti novità, la funzione del preamplificatore sembra in ottima parte sminuita: da un lato infatti non vi è più l’esigenza di aumentare consistentemente il livello del segnale della sorgente, dal momento che questo si rivela in moltissime situazioni già ampiamente sufficiente a pilotare fino in fondo l’amplificatore finale, dall’altro, grazie alla eliminazione di tutte la forme di controllo del suono, che non siano quelle relative al volume e, al più, al bilanciamento, può essere contenuto al massimo il percorso del segnale, evitando qualunque forma di sua manipolazione. Detto ciò, parrebbe che il miglior preamplificatore possibile sia quello che non c’è: un semplicissimo stadio, assolutamente passivo, che svolga la sola funzione di controllo del volume, potrebbe infatti essere considerato il massimo. E in realtà esiste una vera e propria scuola che predica questa filosofia, la quale sostiene a spada tratta che, laddove sussistano i requisiti per la sua applicabilità (livello del segnale e impedenze in gioco adeguate all’interfacciamento tra sorgente e amplificatore finale), nulla vi è di meglio che una connessione diretta: e come, almeno in linea puramente teorica, dare torto a coloro che si fanno portavoce di tale pensiero? Ciò nonostante, il numero degli audiofili che non credono in tale soluzione sono moltissimi, anzi, a giudicare dalle proposte del mercato, direi che si tratta della stragrande maggioranza.

Non intendo assolutamente schierarmi pro o contro la soluzione minimalista su indicata, ma non posso negare che un valido preamplificatore attivo riesce, se scelto con la giusta impronta sonica, a caratterizzare prepotentemente, spesso incrementandola, la piacevolezza all’ascolto dell’intero impianto: devo ammetterlo, asserire che il preamplificatore costituisce il cuore pulsante di un intero sistema può in molti casi corrispondere al vero. Ecco pertanto che, alla luce di tali considerazioni, la Redazione ha deciso di dedicare questo numero de “i Quaderni di CHF” proprio ai preamplificatori e, ovviamente, anche a tutto ciò che a essi ruota intorno (tipologia dei controlli di livello, ottimizzazione dell’accoppiamento, caratteristiche delle valvole più adatte alla bisogna, ecc. ecc.). La messe di materiale, accuratamente selezionato nell’archivio storico della nostra rivista, è risultata notevole, tant’è che il discorso non si conclude certo in questo fascicolo che deve pertanto essere considerato solo come una prima parte.

Sono assolutamente certo dell’interesse che susciterà in voi la lettura, tanto che mi sembra addirittura pleonastico auguravi che sia ottima, ma ciò non toglie che lo faccio ugualmente.

Buona lettura a tutti!